Auto con chilometri scalati: com’è fatto un contachilometri

Data Pubblicazione: 20-10-2016

Ogni giorno, in Italia, vengono vendute circa 4 mila auto con i chilometri scalati. Una cifra altissima, che fa comprendere come la truffa legata alle auto schilometrate sia davvero concreta e molto più vicina alla nostra realtà di quanto pensiamo. Pur trattandosi di un’attività illegale, infatti, ha ormai preso piede e diffusione in tutto il territorio. È anche per questo che noi di Non prendermi per il Chilometro cerchiamo di contrastare il più possibile questo fenomeno: ogni giorno ci sono 4 mila clienti ignari di essere stati truffati nell’acquisto della propria auto usata (puoi trovare alcune segnalazioni di "errori di sbaglio" sulla nostra pagina Facebook o sul Gruppo di Non prendermi per il Chilometro). Ma è così facile scalare i chilometri alle auto? Oggi cercheremo di capire, tramite un breve approfondimento, com’è fatto davvero un contachilometri.

Contachilometri: un po’ di storia

Il contachilometri, tecnicamente, altro non è che un particolare tipo di odometro. Questa parola, che deriva dal greco, sta a indicare uno strumento in grado di misurare la strada percorsa, sia da veicoli che da esseri umani. Il tentativo di calcolare la distanza di un tratto di strada risale ancora all’antichità: già Eratostene di Cirene, nel III secolo a.C., tentò di misurare la circonferenza della Terra sulla base di alcune deduzioni matematiche, che lo portarono, pur senza tutta la tecnologia di cui disponiamo oggi, a ottenere un risultato non molto diverso da quello reale. Nel tempo, poi, sono evoluti i metodi e anche le unità di misura, fino ad arrivare a quello che oggi è noto, appunto, come contachilometri.

Contachilometri meccanico e contachilometri digitale

Il primo contachilometri – o odometro – costruito dall’uomo è quello di tipo meccanico. Per un approfondimento maggiore rimandiamo al libro di Non prendermi per il Chilometro, ma qui basti ricordare che è costituito da una serie di ingranaggi collegati a ruote contatrici, sulle quali sono posti i numeri da 0 a 9: ogni 10 giri di una ruota, quella alla sua sinistra ne compie uno. Il contachilometri meccanico è costituito da un albero primario e un albero ruote di supporto e non è azzerabile direttamente: tuttavia, chi opera la truffa dei chilometri scalati, solitamente lo fa girare nel verso opposto, in modo da ottenere la cifra voluta. Sulle auto di oggi, comunque, è stato sostituito da diversi anni dal contachilometri digitale. Strumento costituito da ruota fonica, microprocessore, display e memoria EEPROM, il contachilometri digitale ha una minore probabilità di rottura rispetto a quello meccanico. Ciò che fa riflettere è che mediamente la durata di un contachilometri è comunque maggiore rispetto al ciclo di vita commerciale di un’auto (stimato attorno ai 10 anni). Un dato che non giustifica la presenza di così tanti “riparatori” di contachilometri, che spesso utilizzano appositi strumenti e software per azzerare o modificare i chilometri delle auto, pur consapevoli del fatto che si tratti di una pratica illegale!

Scopri subito ulteriori dettagli e aspetti tecnici legati al funzionamento del contachilometri sul libro di Non prendermi per il Chilometro. Per trovare un’auto usata con km reali, invece, non esitare a visitare il nostro portale.

I contenuti di questo blog sono tratti dal libro "Non prendermi per il chilometro" di Alfredo Bellucci e dall’omonimo progetto