Manomissione dei chilometri: una condotta dolosa

Data Pubblicazione: 14-04-2017

Al progetto Non prendermi per il chilometro preme far conoscere, tra le altre sfumature della questione, anche la natura civile della truffa delle auto schilometrate, in connessione con le normative d’ambito giuridico penale.

In materia di codice civile, dunque l’alterazione del chilometraggio d’un veicolo è da considerarsi motivo sufficiente perché l’acquirente richieda l’annullamento del contratto stipulato con il venditore. Nello specifico, la giurisprudenza avanza qui la valutazione del dolo, analizzando caso per caso, così da individuare o meno la volontà che ha spinto l’acquirente a dare il proprio consenso circa la trattativa in atto.

La condotta dolosa dei rivenditori di auto usate

La condotta del concessionario poco onesto è stata sancita dalla Cassazione quale condotta dolosa laddove il concessionario stesso non comunichi che i dati del contachilometri delle proprie auto usate non sono veritieri. Il Giudice ha utilizzato, in questo preciso ambito, le definizioni di dolo di natura determinante oppure, in altra condizione, dolo di natura incidente. Vediamo di cosa si tratta.

Dolo di natura determinante:

Ci si trova di fronte ad un commerciante o proprietario di concessionaria che, consapevole della manipolazione del contachilometri, non lo rende noto al suo acquirente inducendolo nel maggiore dei casi ad un errore.

Questo operato, in tutto illecito, è stato tradotto dalla giurisprudenza in elemento di alterazione della volontà dell’acquirente e, ai sensi dell’art.1439 cod. Civ., può condurre all’annullamento del contratto per dolo: "il dolo è causa di annullamento del contratto quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato".

Qui è necessario che il raggiro, ovvero l’inganno, abbia agito come il fattore decisivo e determinante della volontà negoziale; solo così il Giudice potrà aver elementi necessari per una pronuncia di annullamento del contratto in essere.

Dolo di natura incidente:

Questo è il caso in cui i raggiri alla volta dell’acquirente non siano stati tali da determinare un consenso; per essere più chiari, il contratto qui resta valido ma il contraente in malafede può essere chiamato a rispondere dei danni. Il codice civile si esprime qui in termini di dolo incidente, come previsto dall’articolo 1440 cod. Civ.

Una risoluzione giuridica su questo versante è stata definita dal Tribunale della città di Perugia. Riteniamo che i passaggi più interessanti relativi all’esame del giudice in materia appunto di dolo incidente siano questi: il dolo accertato nella condotta del venditore non è stato causa determinante del consenso se si considera che non è stata fornita nessuna allegazione o prova per iscritto dall’attore (acquirente) a dimostrazione che, in caso d’un chilometraggio più elevato, non avrebbe concluso in effetti quel contratto.

Si arriva alla conclusione quindi che l’acquirente è stato condotto all’erronea convinzione d’aver acquistato un veicolo più nuovo, e per giunta in migliore condizione d’uso, in forza d’un raggiro utilizzato dal concessionario stesso a tal punto da condurre il primo a stipulare il contratto a condizioni più onerose.

I contenuti di questo blog sono tratti dal libro "Non prendermi per il chilometro" di Alfredo Bellucci e dall’omonimo progetto