Rivendita di auto usate: come agiscono i venditori più truffaldini

Data Pubblicazione: 31-03-2017


Per svolgere le sue pratiche e trarne un vantaggio, il venditore poco onesto organizza ogni mossa; fa in modo che il suo trucco garantisca il suo successo. Una tra le capacità dei venditori più truffaldini, sviluppata nella rivendita di auto usate, risulta quella d’ingannare i nostri sensi. Il suo agire può essere paragonato a quello d’un attore protagonista sul grande palco dei veicoli usati mentre gli acquirenti, spesso ignari, sono i suoi spettatori.

La grande messa in scena dell’auto usata: il falso chilometrico

Il trucco per il falso chilometrico di questi venditori viene organizzato al meglio ovvero “ogni particolare della scena deve essere studiato nei minimi dettagli”. Un rapido esempio scenico: protagonista al centro del palco è un’auto usata, tre anni di vita con 270.000 chilometri e diversi segni del tempo; qualche riga sul paraurti, gomme usurate e altro ancora. Ed ecco la magia: il disonesto pronuncia la sua parola magica dinnanzi al veicolo, si riaccendono le luci e la nostra auto ora ha soltanto 90.000 chilometri indicati sul contachilometri, un aspetto migliorato e il suo motore romba glorioso. Ma come sappiamo bene oramai “Non è certo tutto oro ciò che luccica”. Se tuttavia non risulta illecito il migliorare un mezzo in vista della sua futura rivendita, ben altro è invece l’andare a modificare il veicolo per renderlo equilibrato, adatto ad un nuovo, falso chilometraggio. Come ormai chiaro, è quest’ultimo l’obiettivo degli operatori disonesti.

La strategia del venditore disonesto: make up, affidabilità, salute del motore

Partiamo da un fatto: non tutti i venditori disonesti operano allo stesso modo; le strategie cambiano soprattutto in base al rischio che essi stessi decidono di correre. Certo portare l’attenzione dello “spettatore” sul dato chilometrico rimane una costante importante per tutti; alcuni già al momento di acquistare o di ritirare in permuta il veicolo, fanno una stima del costo dei ripristini necessari. Solo a questo punto, fanno la loro offerta, considerando il fatto che i rivenditori disonesti hanno già chiaro il dato chilometrico che hanno intenzione di inserire per trarre maggior guadagno dalla rivendita. A partire da questo, un primo intervento è senz’altro il make up, il restyling realizzato sul veicolo così da renderlo esteticamente “verosimile rispetto al nuovo valore scelto”. Oltre a sostituire eventuali parti danneggiate, a riverniciare e lucidare laddove necessario, a sostituire tutte quelle parti soggette ad usura, il venditore deve porre attenzione anche agli aspetti meccanici del mezzo, non solo a lato estetico. Agendo così, può garantire quell’affidabilità del veicolo e della meccanica, data dalla durata stessa dei singoli pezzi.

Poi lo stato di salute del motore dimostra d’essere fondamentale nel condizionare il nostro “disonesto” nella scelta del riposizionamento chilometrico. Esempio noto nel settore è il motore 1910 cc diesel sovralimentato di produzione FIAT, montato soprattutto su modelli di successoquali Punto, Bravo, Marea, Multipla, Croma oltre che su alcune Alfa Romeo e Lancia. Si tratta d’un motore in grado, se ben mantenuto di percorrere più di 500.000 chilometri; in presenza di questo o di altri motori analoghi, il nostro rivenditore può arrivare a scalare più volte i chilometri alla medesima auto oppure effettuare una riduzione chilometrica senza imbattersi in rischi di rotture.

Modificare il dato chilometrico di un’auto: diversi stili, un unico obiettivo

Gli stili adottati dai rivenditori poco onesti nella modifica del dato chilometrico, sono molteplici. Distinguiamo qui alcune tipologie di tali venditori:

  • I pirati del commercio altrimenti detti i Barbanera dell’auto usata, che scalano i chilometri senza badare alle possibili conseguenze, in forza delle bassa probabilità d’essere scoperti. Punto di forza? Il dato chilometrico in rapporto alla data immatricolazione dell’usato
  • I visagisti delle auto usate: questi agiscono soprattutto sul piano estetico senza dare peso a meccanica e manutenzione del veicolo. Abili, inoltre, nel dare al cliente la sensazione di potersi fidare di loro.
  • I cosiddetti Gil Grissom di C.S.I., cioè venditori che curano ogni minimo dettaglio dell’auto usata. Quest’ultimi vantano una rete di tecnici specializzati, in grado d’analizzare i tagliandi eseguiti e tutta la documentazione utile per riposizionare il chilometraggio sulla base delle variabili dell’auto usata.

Riportiamo un esempio che mostra come agisce quest’ultimo tipo di rivenditore truffaldino. Abbiamo un’auto con 164.000 chilometri, per cui è prevista la manutenzione ogni 25.000, che riporta sul proprio libretto l’ultimo tagliando timbrato a 75.000. È in casi come questo che il nostro “Gil Grissom”, di fronte ad un tagliando già eseguito, andrà a riportare il dato chilometrico a 85.000, senza nemmeno manomettere dei documenti. Il disonesto ha qui un vantaggio triplice:

  • Valutazione più elevata del veicolo usato
  • Posizionamento chilometrico sotto la soglia psicologica dei 100.000 chilometri
  • Un nuovo chilometraggio più credibile, in base alla documentazionerelativa alla manutenzione.

 

I contenuti di questo blog sono tratti dal libro "Non prendermi per il chilometro" di Alfredo Bellucci e dall’omonimo progetto